Cattolico e politica

io sono cattolico

Può esistere il partito cattolico? Certo che si! Anche il cattolico, oltre alla sua vita spirituale vive nella società, nel mondo, pertanto ha gli stessi problemi fisiologici di tutti. Anch’egli deve lavorare per poter vivere, anch’egli sente il bisogno di intervenire nella vita pubblica per affermare i propri bisogni; anche quelli spirituali. Questo però non significa essere contrari  allo stato laico. Si può essere contrari all’attuale classe politica, così come si può non condividere la sua politica; ma essere contro lo stato laico no! No, perché un conto è lottare per i propri diritti (e doveri), altro conto è opporsi all’attuale asseto dello stato, ovvero, ai suoi principi.
     Purtroppo, in Italia la lotta all’attuale classe politica, ormai elevatasi a giudice supremo nonché lobby di potere fine a se stessa, è diventata lotta allo stato laico in se. Questo porta a considerare i movimenti o partiti di opposizione dell’attuale classe politica altrettante lobby di potere che, con la scusa di voler “moralizzare” il mondo politico, operano contro l’attuale sistema costituzionale … Un po’ tutti i partiti, fino ad ora operanti in in Italia, sono andati in questo senso; lo si deduce dalle modifiche alla costituzione proposte o fatte.
     Ora, sulla scena politica si è presentato un nuovo soggetto politico – Popolo della famiglia – che prendendo lo spunto dall’immoralità – non solo riguardo al malaffare esistente tra i politici, ma piuttosto in merito alle leggi liberali e laiche approvate negli ultimi decenni (aborto, divorzio, unioni civili, matrimoni gay, ecc) o proposte (adozione gay, eutanasia) e non approvate – propone un modello di società religiosa. Questo nuovo soggetto trae la sua ispirazione dall’appello, ai “liberi e forti” fondante del partito popolare di Don Sturzo; da lui scritto nel 1919. Il riferimento a Don Sturzo riguarda, come scrive il quotidiano la croce: “E proprio in vista anche delle amministrative di Roma, ricordo che il sacerdote di Caltagirone tentò un’operazione molto interessante e “profetica”, ovviamente invisa e combattuta dallo Scudo Crociato: aggregare le forze popolari, patriottiche e moderate (dalla Dc di destra, ai monarchici, ai missini, agli indipendenti civici), per impedire la vittoria nella Capitale della nazione e culla della Cristianità dei partiti materialisti ed atei, dal Psi al Pci.”
     Secondo il quotidiano “la croce” – che ha lanciato l’appello per la formazione del nuovo soggetto politico – la battaglia che deve combattere il Popolo della famiglia è contro quelle forze che, a suo dire, hanno rovinato l’Italia. Si chiede il giornalista: “…non è questa la battaglia (anche se molto più trasversale) che Il Popolo della Famiglia si accinge a fare, da Roma a tutta l’Italia, contro le nuove forze del laicismo, del materialismo, dell’ateismo, dell’inefficienza amministrativa, del politicamente, culturalmente e pure “religiosamente corretto?”. Sicuramente, riguardo l’inefficienza ha ragione, ma il fine principale che si pone è chiaramente la lotta alla laicità dello stato, ovvero, la sua distruzione.
     Il perché di questa lotta lo si legge nel programma politico del nuovo partito, suddiviso in 26 punti. Leggendolo, risulta chiaro il riferimento al catechismo della chiesa cattolica. Detto programma tratta i temi contemporanei, ma da un punto di vista che “promette” l’annullamento dei diritti acquisiti con lo stato laico.
     Per concludere, detto soggetto politico non è altro che l’ennesimo movimento populista atto a indirizzare la società verso un pensiero unico (quello cattolico) attraverso il controllo delle istituzioni – ad esempio, la scuola.
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